CHI SIAMO

Al numero civico 12 di via Campiglione a Bibiana non c’è il campanello, ma durante l’orario di apertura nessuno che passi davanti al cancello sfugge all’attenzione degli operatori; una cinquantina di attente sentinelle a quattro zampe sono pronte a salutare festosamente coloro che si avvicinano alla piccola cascina, gestita dal 1994 dalla sezione della Val Pellice della Lega Nazionale per la difesa del cane.


LA STRUTTURA
   
La struttura è formata da un canile sanitario e da un canile – rifugio, a cui si aggiunge un locale obitorio dove vengono portati i cani che perdono la vita per le strade, servizio aggiuntivo fornito dalla Lega in queste circostante pietose.
Importantissimi poi gli spazi all’aperto, dove tutti i cani, alcune volte al giorno, a turno e tenendo conto delle compatibilità caratteriali, vengono lasciati liberi di correre e muoversi: sono il cortile di ghiaia, un grande prato con tanti giovani alberi ed un’altra area verde antistante il canile sanitario; se passate di sera è qui che vedrete occhieggiare l’apparentemente feroce faccia del dolcissimo boxer Peo, il più obbediente e tranquillo dei cani, che passeggia alla ricerca di qualche palla da tennis da addentare.


COME FUNZIONA
   
I cani arrivano al canile sanitario con la station wagon dell’accalappiacani, dopo che sia giunta la segnalazione obbligatoria da parte del Comune, cui occorre rivolgersi per segnalare la presenza di un cane vagante o con problemi: sono i vigili che avvertono la sezione della Lega con la quale il Sindaco, per legge incaricato del controllo del randagismo, ha stipulato la convenzione per occuparsi del ricovero degli animali trovati in giro. 
La sezione della Val Pellice si occupa dei comuni della Val Pellice stessa, della Val Chisone fino a Sestriere e di alcuni della piana.

Ci sono dieci box singoli appositi per accogliere questi nuovi arrivati, spesso spaventati da quanto hanno già vissuto e dalla nuova situazione; qui – nel cosiddetto “canile sanitario” - possono stazionare tranquillamente, per trascorrere il periodo obbligatorio di 10 giorni in cui verranno controllati e vaccinati; quindi, se non sarà stato possibile ritrovare il padrone, verranno trasferiti nell’ala adiacente, il “canile – rifugio”, dove potranno condividere il box con altri consimili (sempre con attenzione alla compatibilità), in attesa che uno sguardo umano si posi su di loro e li scelga per tenerli con sé.

Gli operatori si muovono velocemente tra le varie aree, distribuendo cibo e attenzioni, controllando la situazione sanitaria (e, per quel che si può, psicologica) di ciascuno degli ospiti, lavando e sistemando l’interno dei box, cercando di rendere il soggiorno e la sistemazione il più gradevole possibile. 
Nel frattempo, osservano e raccolgono informazioni sul comportamento dei singoli cani, nei confronti della loro specie – maschi e femmine – e della specie umana – adulti e piccoli, così che ogni futuro padrone potrà conoscere in anticipo alcune delle caratteristiche del fantastico essere vivente che entrerà ad arricchire la sua vita.

Ogni lunedì pomeriggio, si procede alle vaccinazioni e ai tatuaggi da parte del Servizio veterinario dell’ASL; d’altra parte, il veterinario responsabile del rifugio passa periodicamente, restando sempre raggiungibile e disponibile per le urgenze.


I NOSTRI OSPITI
   
Nel canile di Bibiana, si possono trovare veterani – cani di una certa età con esperienze a volte pesanti alle spalle e quasi tutti adattati alla routinaria vita del rifugio – e giovani, cuccioli o di pochi anni, con caratteri in formazione; avviene che si incontrino cani di razza insieme a simpaticissimi miscugli, spesso anche esteticamente notevolmente attraenti. Tutti, praticamente, sembrano accettare di buon grado la sistemazione, ma tutti – indistintamente – aspettano di essere accolti in una famiglia umana. 


SE NON PUOI ADOTTARLO, PUOI COMUNQUE AIUTARLO!

Benché ciascuno di loro goda di una certa quantità di tempo per poter correre o passeggiare al di fuori del proprio box, non esiste il cane che rinunci ad un po’ di moto aggiuntivo; per questo viene resa possibile ed incoraggiata la prassi di affidare alcuni cani a persone o famiglie in visita, che li accompagnano nei dintorni per passeggiate più o meno brevi; generalmente ad uscire sono i soggetti più calmi  (Rio, vecchissimo, enorme e tranquillissimo è stato per anni il preferito dei bambini), a meno che, per una precisa “coraggiosa” scelta, l’accompagnatore decida di correre un po’ e seguire le evoluzioni dei più esuberanti (in questo caso non sareste delusi da Dick, il cane che smette di correre solo quando ha veramente finito proprio tutto il fiato); comunque ne guadagnano tutti, perché si accresce la disponibilità di tempo e di spazio interno al canile. Tra l’altro questa possibilità, unita alla formula dell’adozione a distanza, rende possibile l’instaurarsi di rapporti di affezione tra alcune persone e determinati cani, anche quando l’adozione vera e propria non è realizzabile. Si tratta di una forma attenuata ma concreta di conoscenza anche per i bambini, per la cui educazione la presenza degli animali risulta, dai più recenti studi di pedagogia, estremamente educativa nonché piacevolmente gratificante.

Adottare un cane è estremamente semplice: troverete le informazioni alla pagina Adottare un amico.

Comunque, se non si trova misura, età o dolcezza secondo i propri desideri, il canile viene tradizionalmente considerato anche un riferimento dalle persone con difficoltà a sistemare i propri cuccioli e cani, funzionando così anche come punto di informazione e smistamento.

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